Le tematiche e il linguaggio metaforico presenti in Anna Karenina mostrano lo sdegno di Tolstoj nei confronti sia dei suoi pari aristocratici che di una lunga lista di debolezze umane.
Tolstoj coglie l’occasione per denunciare l’ipocrisia religiosa attraverso alcuni personaggi, in particolare Karenin, il marito di Anna, e la contessa Lydia Ivanovna. Ritrae con accuratezza i contrasti tra la pace e l’integrità della campagna e la decadenza della città. Uno dei temi maggiori che Tolstoj esplora in profondità è la relazione tra amore e onestà, sia nelle forme molteplici che possono assumere, sia nei diversi livelli a cui coesistono, e la felicità (o infelicità) che ne risulta.
Sotto molti aspetti, Anna Karenina fu il romanzo più personale che Tolstoj aveva scritto fino ad allora. Ormai si riconosce che il personaggio di Levin rappresenta in realtà lo scrittore stesso, sia per alcuni episodi biografici della vita dell’autore (sembra infatti che, come Levin, abbia obbligato la moglie a leggere i diari che teneva, prima di sposarlo), sia perché il primo nome di Tolstoj è “Lev”. Inoltre alcuni studiosi ritengono che le riflessioni di Levin rispecchino le opinioni dell’autore stesso.