- Il romanzo, ambientato nelle più alte classi sociali russe, può sembrare “solo” una vicenda sentimentale dall’epilogo tragico. Ciò nonostante, Tolstoj era un moralista ed un aspro critico degli eccessi dei suoi pari aristocratici. Anna Karenina è spesso interpretato come una parabola sulla difficoltà di essere onesti con sè stessi quando il resto della società accetta l’ipocrisia.
- Anna è la perla dell’alta società di San Pietroburgo finché non lascia suo marito per l’affascinante conte Vronsky, ufficiale dell’esercito. Innamorandosi l’uno dell’altra, oltrepassano il limite dei banali adulteri-passatempo comuni all’epoca. Anche quando Vronsky inizia a diventare sempre più distante, Anna non riesce a tornare da un marito che detesta, nonostante questi non le permetta di vedere il figlio. Incapace di accettare di essere stata lasciata da Vronsky e di ritornare ad una vita che odia, si uccide.
- Secondo un’interpretazione corrente, la tragedia di Anna consiste nel non riuscire ad essere né completamente onesta con sé stessa, né completamente disonesta, mostrando così un conflitto interiore amletico, che la conduce al suicidio.
- Il romanzo contiene anche la storia d’amore di Konstantin Levin, in una posizione di contrasto con quella di Anna. Levin è un ricco possidente terriero della provincia che, ai circoli aristocratici, preferisce la gestione del suo podere in campagna. Levin cerca di adattarsi all’alta società quando tenta di attirare le grazie della giovane Kitty Scherbatsky, ma riesce a conquistarla solo quando si mostra per quello che è veramente.
- La relazione solida e onesta di Levin e Kitty si pone continuamente in contrasto con quella di Anna e Vronsky, che è macchiata dall’incertezza della situazione, che crea scompiglio, ritorsioni e sospetti. Così, per tutto il corso del romanzo, Tolstoj non vuole che il lettore commiseri i maltrattamenti di Anna, ma che riconosca la sua incapacità di impegnarsi davvero nella ricerca della felicità e della comprensione dei propri sentimenti, incapacità che la porta al suicidio.
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Luglio 23, 2008 di announo