Anna Karenina (in russo Анна Каренина) è
un romanzo di Lev Nikolaevic Tolstoj che fu pubblicato per la prima volta nel 1877. Il romanzo apparve inizialmente a puntate, nel periodico Ruskii Vestnik (“Il Messaggero Russo“), a partire dal 1875, ma Tolstoj si scontrò con il suo editore Mikhail Katkov per alcuni problemi riscontrati nella parte finale, perciò la prima presentazione completa del romanzo fu sotto forma di libro.
Tolstoj vedeva in questo libro, considerato un capolavoro del realismo, il suo primo vero romanzo. Si crede che il personaggio di Anna si ispiri a Maria Hartung (1832-1919), la figlia maggiore del poeta russo Aleksandr Puškin. Poco tempo dopo averla incontrata ad una cena, Tolstoj cominciò a leggere la prosa di Puškin ed ebbe una visione di un “delizioso gomito aristocratico e nudo”, che risultò essere un primo indizio del personaggio di Anna.
Sebbene la maggior parte della critica russa stroncasse il romanzo fin dalla prima pubblicazione, definendolo “un romanzo frivolo dell’alta società”, secondo Dostoevskij era “impeccabile come un’opera d’arte”. La sua opinione fu condivisa da Vladimir Nabokov, che ne ammirò in particolare “l’impeccabile magia dello stile di Tolstoj” e il tema del treno in movimento, introdotto discretamente nei primi capitoli (i bambini che giocano con un trenino) e sviluppato inesorabilmente nei capitoli successivi (nell’incubo di Anna), fino alla maestosa conclusione del romanzo.